Forza Schumi!

Ormai è tanto tempo che non scrivo più sul mio blog, avevo intenzione di pubblicare a breve un intervento ma  i fatti successi nelle ultime ore mi hanno fatto cambiare idea e mi hanno fatto ripensare ad un intervento che ho sempre pensato ma non ho mai pubblicato.

Fin da ragazzo sono sempre appassionato di sport anche se non sono stato mai un grande atleta. Mi è piaciuto seguire negli anni le imprese della Juventus, della Ferrari, della Ducati, della Nazionale Italiana e così via, sognando sempre di essere lì a vestire quei colori e a poter stare fianco a fianco con i miei idoli.

In quegli anni avevo trovato tre sportivi che erano per me fonte di ispirazione e ammirazione : Alessandro del Piero nel calcio, Troy Bayliss nel motociclismo e Michael Schumacher nella formula 1. Questi tre campioni per me sono stati sempre esempi positivi: talenti puri che hanno sempre messo la passione al primo posto, apprezzati da milioni di fans e rispettati dagli avversari, sempre col sorriso nelle interviste, mai una parola di troppo, uomini che hanno sempre preferito la famiglia rispetto alla vita mondana. Per me sono sempre stati esempi da seguire e per anni ho sognato di vestire i loro panni.

Purtroppo nel corso degli anni si sono ritirati o passati a competizioni minori ma lo hanno sempre fatto con grade dignità e sempre con la stessa passione. I loro fan non li hanno mai dimenticati e continuano a ricordarne le imprese e a sostenerli in qualunque circostanza, e io continuo ad ammirarli qualsiasi cosa essi facciano e non mi deludono mai.

Un paio di giorni fa sono stato colto alla sprovvista dalla brutta notizia della caduta dagli scii di Schumacher. Dapprima sembrava solo una commozione cerebrale ma poi col passare delle ore il quadro clinico si è aggravato al punto tale che neanche i medici sapevano  esprimersi. …  Questa tragedia mi ha scosso,  è una di quelle situazioni strane, in cui vedi star male una persona che non hai mai conosciuto ma che quasi consideri un” amico”.  Purtroppo in queste ore non posso fare altro che aspettare una buona notizia dall’ospedale di Grenoble dove è ricoverato e dedicargli un mio pensiero.

Caro Michael, non posso fare nulla per aiutarti se non sperare i  dottori riescano a fare un miracolo e a farti risalire sul carro della vita. Sappi solo che per me se sempre stato il numero uno, campione nello sport e nella vita e che ti ho sempre difeso da tutte le critiche e le accuse. Torna con noi, rimettiti in piedi, voglio rivederti con un volante tra le mani viaggiare a velocità per me impossibili, voglio rivederti così….”

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Cosa fare in caso di incidente stradale

Ho notato che nel mio blog gli argomenti più letti sono quelli di interesse pubblico. Io stesso spesso e volentieri cerco su internet informazioni o soluzioni a problemi di tutti i giorni e mi fa piacere che qualcuno possa trovare le risposte che cerca nel mio blog. Oggi ho deciso (data la mia esperienza nel campo) di scrivere un piccola guida sui sinistri auto. Un incidente può succedere a chiunque ma non è una cosa di tutti i giorni, così molte persone non sanno che cosa fare casi e finisco col mettersi nei guai. In questi 5 punti sintetizzo la procedura base per affrontare prima e dopo un incidente stradale.

Innanzitutto una premessa:

Avere un incidente è UNA GRANA, non è un’opportunità per fare soldi. Diffidate da chi dice:”Mio cugino ha preso una marea di soldi dopo l’incidente” A meno che il suddetto cugino sia un esperto della truffa ha sicuramnente preso meno di quello che non gli spettava. Passiamo quindi alle cose serie.

1) Mantenere la calma

Agitarsi non serve a nulla, ormai il danno è fatto. E’ quindi inutile mettersi a piangere o addirittura menare le mani: in entrambi i casi si complicano solo le cose. Se vedete che il conducente dell’altra macchina si innervosisce troppo limitatevi a prendere la targa e il nome della sua compagnia assicuratrice ed andatevene. Potrete fare denuncia nella vostra assicurazione in un secondo momento ed evitare una marea di guai (non si sa mai chi si incontra per strada).

2) Compilare il Modulo CAI

Per semplificare il più possibile le cose è bene compilare il Modulo CAI (il foglio con le colonne gialle e blu che tutti chiamiamo CID) in ogni sua parte. Sembra difficile ma non lo è, se si segue lo schema punto per punto si fa abbastana in fretta. Per farlo è necessario avere sotto mano il tagliando dell’assicurazione e un documento di identita. (appena possibile scriverò un’intervento decicato).

3) Portare il CAI in assicurazione.

E’ importante andare a farlo entro un mese dal momento dell’incidente altrimenti si prende automaticamente il torto. Se il CAI non è stato compilato (o è stato mal compilato) lo si può rifare in assicurazione con l’aiuto degli impiegati. Un CAI ben fatto e firmato da entrambe le parti permette di ottenere subito il risarcimento.

4) Riparazioni della macchina

E qui vengono le note dolenti. Carrozzieri onesti e che lavorino bene ce ne sono sempre meno, i più hanno solo una delle due qualità (per non parlare della marea di cani che lavorano coi piedi e cercano in ogni modo di fregare il prossimo). A meno che non conosciate di persona un carrozziere, il mio consiglio è quello di chiedere alla vostra assicurazione la lista delle carrozzerie convenzionate (aziende che hanno firmato accordi di collaborazione con le assicurazioni). In questo caso eviterete di finire nelle mani di qualche squalo…..

5) Come comportarsi dal carrozziere

Una volta che avrete in mano la lista dei carrozzeri convenzionati fate un giro preso di loro e rivolgetevi a quello che vi sembra più affidabile. Firmate a lui la CESSIONE DEL CREDITO di modo che si accollerà tutta la gestione del sinistro e vi consegnerà la macchina senza chiedervi un euro. Non mettetevi voi a trattare con il perito, vi prenderete diversi mal di pancia e rischierete solo di complicare le cose. Lasciate fare a chi è del mestiere.

Se avrete seguito tutte queste fasi in maniera corretta di sicuro avrete risolte il vostro incidente in maniera rapida e indolore e magari con un po’ di fortuna il carrozziere vi avrà restitutiro la macchina meglio di com’era, lavandola e e togliendo qualche altra righina che aveva in giro.

In questa piccola guida ho semplificato molto, nella realtà ci sono un sacco di altre variabili ma per le lo meno adesso sapete grosso modo come funziona e come fare. Un’ultima cosa: vi sconglio vivamente di fare i furbi, ne uscireste con le ossa rotte. Avrete a che fare con persone che trattano queste cose tutti i giorni da una vita mentre voi sarete alla prima esperienza. Nel mondo dei sinistri auto è facile incontrare dei disonesti o persone che badano solo ai propri interessi, è bene quindi non fare di testa propria ma farsi aiutare da chi ne sa di più.

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La questione degli F-35

Prima scrivere questo post è bene spendere qualche parola sul mio blog. Purtroppo il 2011 è stato un anno davvero povero, con soli tre post. Tante volte avrei voluto scrivere, tante bozze di post sono rimaste sul mio computer ma per mille motivi non ho mai più pubblicato nulla. Ora però è bene recuperare e lo faccio parlando di un argomento ostico ma di attualità, vale a dire la costruzione e l’acquisto dei nuovi Caccia F-35.

Uno dei primi esemplari di F 35 in volo

 

Innannzitutto due parole sul F-35:

E’ un caccia Multiruolo (può intraprendere sia bombardamento a terra che combattimanto aria aria), Stealh (invisibile ai radar) di quinta generazione (attualmente l’ultima la più evoluta). Verrà prodotto in 3 versioni: A (standard) B (Decollo corto e ATTERRAGGIO VERTICALE) e C (per portaerei).

Leggo su molti siti parlare degli F-35, spesso si dice che il costo è troppo elevato, che il progetto non è sicuro e via dicendo. Ne leggo di tutti i colori, spesso chi ne parla non sa bene di cosa si tratti e si nasconde dietro la bandiera del pcifismo. Nonostante tutto io ritengo che l’Italia debba acquistare questi caccia anche se il momento economico è difficile. E’ impossibile spiegare bene tutte le ragioni, io provo a spiegarle nella maniera più chiara possibile suddividendole per punti, così chi è interessato potrà andare a leggere  e approfondire i vari argomenti (vi consiglio il punto 3).

1) Grande occasione per l’industra Aerospaziale italiana per produrre uno degli aerei più evoluti al mondo

2) Necessità di sostituire i vecchi caccia militari

3) Necessità di fornire alle nostre portaerei i mezzi per difendere la flotta

 

Mi rendo conto che pur mettendoci buona volontà ho trattato molti argomenti in maniera leggera ma approfondirli richiederebbe troppo tempo e spazio.  In questo modo però chiunque potrà capire e avere una buona infarinatura sulla vicenda.

Concludo quindi dicendo che concordo con chi dice che puntando al pacifismo non si eviterebbero folli spese militari ma voglio ricordare che l’italia negli ultimi 20 anni è stata coinvolta (volente o nolente) in numerosi conflitti (2 Guerre del Golfo, Jugoslavia, Kosovo, Afganistan, Libia), non è possibile ridurre ai minimi termini l’esercito ed estraniarsi dalla scena internazionale. Abbiamo speso tanti soldi nel nostro esercito, ora facciamo un ultimo sforzo e diamogli tutti i mezzi per operare nel migliore dei modi.

Richard

 

1) il Caccia F-35 è un progetto derivato dal F-22 un caccia militare da superiorità aerea (destinato al solo scontro aria-aria). Il Congresso Americano ha emesso una legge che ne vieta la sua esportazione in quanto è il figlio della massima conoscenza tecnologica dell’industria Statunitense. Gli F-35 verranno prodotti, oltre che in Texas, anche a Cameri (Novara) e per questo moltissime aziende (Alenia in testa) verranno a contatto con la migliore tecnologia aerospaziale attualmente disponibile.

2) L’italia è interessata principalmente alla versione A che andrebbe a sostituire i Tornado (che hanno 30 anni di gloriosa carriera),  gli AMX (anche loro vecchiotti e poco potenti) e gli F16 (presi in leasing dall’aviazione statunitense).  I nuovi aerei renderebbero più moderna e più forte la nostra Aereonautica e grazie alle capacità Stealth (invisibilità ai radar) si rivelerebbero molto più sicuri ed efficaci in missione.

3) L’italia ha inoltre è previsto l’acquisto di 22 F 35 B e qui c’è bisogno di una spiegazione….

Le nostre due portaerei hanno un ponte di volo corto, per atterrare necessitano quindi di aerei che possano decollare inpochi metri e atterrare in maniera VERTICALE. Attualmente le due navi imbarcano gli Harrier, anche loro arrivati a fine carriera, e gli unici aerei caccia al mondo in grado di atterrare su di esse sono gli F 35 B.

Sorge spontanea la domanda: “E’ proprio necessario avere dei caccia sulle portaerei o più generalmente possedere delle portaerei?”

La risposta è SI’ senza alcun dubbio. Le portaerei hanno tra i loro compiti quello di protezione della flotta, i caccia imbarcati su di essa possono levarsi in volo per fare ricognizioni, colpire navi e aerei nemici .

Senza gli F 35 le nostre portaerei non sarebbero altro che due grosse navi cargo. Tradotto in termini pratici in caso di conflitto lontano dai nostri confini la Marina Militare sarebbe senza del tutto priva di copertura aerea, rischierebbe quindi di subire gravi perdite o addirittura di essere totalmente distrutta se attaccata dall’aviazione avversaria. (Ed è già successo, vedi “la notte di Taranto”)

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Un regalo speciale

Anche quest’anno per celebrare degnamente il mio compleanno ho deciso di suddividere i festeggiamenti in tre giorni: il 15 birra con gli amici più stretti al marconi, il 16 salatini il ufficio e pasticcini in palestra e infine il 17 pizzata al Friend’s pub con tutta la combriccola.

Ho festeggiato con gli amici di sempre, con amici nuovi e con amici ritrovati; sono state tre belle serata come non le passavo da tempo. Mi spiace che qualcuno non sia riuscito ad esserci ma recuperreremo in qualche modo e comunque sono sicuro che anche chi era lontano mi è stato vicino col cuore. Insomma: mi ritengo davvero soddisfatto e contento per come siano andate le cose e mi sento di dire un enorme grazie a tutte le persone che hanno condiviso con me questi momenti

Credo però che ricorderò questo compleanno più che per me lo ricorderò per il regalo di Deborah..

Tutto questo nasce da un’idea di Marta che qualche settimana fa ha deciso di regalare a Deborah per la sua laurea un violino, uno strumento che desiderava da tanto tempo. Io personalmente non ne capisco nulla in ambito musicale, quindi ho lasciato fare a lei e scelta si è rivelata azzeccata. Non sono in grado di descrivere l’emozione che ha provato Deborah davanti al violino, fortunatamente ho fatto un video che farà da testimone di quegli attimi indimenticabili. A quelle immagini non c’è molto da aggiungere, posso solo dire che in tutta la mia vita non ho mai visto una persona più felice. Per le due ore successive non ha fatto altro che sorridere e abbracciare tutti e anche io, per una volta, sono stato davvero felice per la felicità di un’altra persona. Debby è una bravissima ragazza, si meritava davvero questo regalo.

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Come comportarsi in rotonda

In Italia ci sono tante leggi e tante regole, forse pure troppe, al punto che quasi si contraddicono, confondono le idee e alla fine la gente fa un po’ quello che vuole basandosi sull’abitudine.
Uno dei casi di maggiore dubbio e contraddizione è la rotonda: ognuno di noi ha un’idea diversa su come entrare, come girare, quando mettere le frecce e via dicendo. Oggi però il Ministero dei Trasporti ha deciso di fare chiarezza e ha dato spiegazioni sul comportamento da tenere in rotonda. Riporto la parte più importante:
 

“..chi entra nella rotonda deve azionare la “freccia” sinistra; chi esce dalla rotatoria deve azionare l’indicatore di direzione destro. Durante la marcia nel rondò, assimilato a un tronco stradale munito di diramazioni, non è necessario mantenere la segnalazione della”freccia” sinistra; è invece necessario moderare la velocità”

 

Potete leggere tutto l’articolo cliccando su questo link http://www.omnimoto.it/magazine/6324/rotatorie-ora-tutto-chiaro-forse

 Quando presi la patente era appena scoppiata la “moda” delle rotonde, il mio istruttore mi insegnò ad affrontarle proprio in questo modo: freccia sinistra quando si entra, freccia a destra quando si esce. In questi dieci anni ho sentito dire di tutto e di più su come attraversare la rotonda ma io ho sempre sostenuto la sua tesi. Ed adesso mi fa piacere sapere che anche il Ministero dei trasporti gli abbia dato ragione.
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Annozero vs Fiat : facciamo chiarezza

Circa un mese fa è scoppiata una polemica tra la trasmissione Annozero di Santoro e la Fiat a causa di un video servizio mostrato da un giornalista basato su un servizio di quattroruote dove un Mini Cooper S, un Citroen DS3 e una Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde si sfidavano sulla pista del Balocco in pista e la berlina italiana ne usciva con le ossa rotte.
 
 
 

 

 Da qual momento è stato detto di tutto e di più i patriottisti hanno difeso la MiTo a spada tratta, la Fiat ha chiesto 20 mln di danni ma nessuno ha affrontato l’argomento con serietà. Visto che il mondo dell’auto è il mio pane quotidiano ho deciso di informarmi e di fare chiarezza. Ho letto l’articolo di Quattroruote per capire meglio come erano andate le cose e in effetti in pista le due vetture straniere riescono a prendersi un bel vantaggio sulla MiTo (3 secondi dalla Mini sono tanti) ma è doveroso dare delle spiegazioni.

In una sfida in pista una vettura come la Mini ha una serie di vantaggi in quanto l’autotelaio e le sospensioni le permettono di avere un assetto particolarmente “piatto”(= rigido ) che la favoriscono in percorrenza in curva e stabilità. Inoltre la Mini può contare su un motore 1’6 turbo con overboost da 184 cv (che è lo stesso della DS3, neanche Quattroruote lo dice questo). Ma la MiTo ha una serie di qualità da non sottovalutare: il motore 1’4 è dotato del sistema Multiair che permette di sviluppare 170 cv (non a caso è stato premiato come motore dell’anno) e il tasto D.N.A. permette di variare i parametri della centralina e sospensioni. Non dimentichiamo poi che costa 7’000 € in meno della Mini!

 

C’è un’altra cosa da non dimenticare: su strada i risultati si capovolgono rispetto alla pista (chi legge abitualmente riviste di auto e moto potrà darmi ragione): la rigidità delle sospensioni diventa un problema dove prima era un vantaggio. E poi diciamocela tutta: delle migliaia di Mini, Mito e DS3 prodotte praticamente la totalità verrà utilizzate su strada, solo pochissime entreranno in autodromo (voi conoscete qualcuno che va in pista regolarmente con una macchina di serie?).
Per questi e per altri motivi la prova di Quattroruote premia globalmente la MiTo ma pone tutte e tre le vetture sullo stesso livello alla fine dei conti ed io mi trovo d’accordo.
A questo punto rimane il “problema Annozero”. Putroppo per portare un attacco a Marchionne è stata colpita ingiustamente una delle migliori proposte italiane nel campo dell’auto. A mio avviso non è corretto limitarsi a raccontare una parte della “verità” per raggiungere i propri interessi. Il vero problema non è Annozero in se, ma la mancanza di obbiettività di alcuni giornalisti italiani che troppo spesso, per sostenere le loro idee, non danno una visione chiara della situazione all’ascoltatore.

 

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Dieci anni da ricordare

Ieri sera mentre andavo verso casa di Paul per festeggiare il capodanno ho riflettuto un momento su tutto quello che questo evento significava.
 
Giusto 10 anni fa organizzavo la prima festa di capodanno a casa mia e da quella sera è passato un decennio intero. Da lì a poco sono diventato maggiorenne, ho fatto vacanze con gli amici, ho preso la patente, ho finito il liceo, sono andato all’università e ho iniziato a lavorare. Sono successe tantissime cose belle e brutte: dall’incidente con la moto alla vittoria dei mondiali, dalle paure prima degli esami alle soddisfazioni sul lavoro, dai momenti di tristezza alle gioie condivise con gli amici.
Sono stati i miei anni, anzi i NOSTRI anni, quelli che rcorderemo con maggior affetto. Sono stati gli anni in cui la nostra generazione ha “ruggito” e ha detto la sua, il decennio in cui siamo stati noi ad essere il nuovo che avanza e che pretende il suo posto nel mondo. Ora che mi prepraro ad iniziare questo nuovo anno mi auguro che potrò e potremo tutti insieme vivere un’altro decennio da protagonisti.
 Ed è questo il miglior augurio che io possa fare a voi tutti.
 

ps

Ricordo con estremo piacere che anche10 anni fa ho festeggiato l’ultimo dell’anno assieme a Stefano, Luca, Dario, Paolo e Paul e fortunatamente vedo ancora moltissi amici di quella lontana sera del 2000.

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